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Siti web e luoghi comuni riscontrati nell’esperienza di Clublab in Ticino: SEO, gestione dei dati di accesso, testi, immagini e siti low cost. Tutto quello che c’è da sapere per evitare falsi miti e lavorare bene.

Ormai sono diverse decine i siti web targati Clublab e che riscontrano in rete un buon successo. Col tempo, un buon bagaglio di esperienza e qualche piccolo contrattempo, possiamo fare un bilancio di quelli che sono gli errori più frequenti e i luoghi comuni riscontrati nei nostri clienti quando si progetta un sito web.

In ordine:

  1. Fare un sito web è facile: falsissimo, eppure tanti clienti, al primo approccio, dicono “cosa vuoi che sia”. Eppure anche il più semplice sito richiede cura nelle grafiche e nei testi, in concept funzionale, delle immagini di qualità e una conoscenza tecnica abbastanza avanzata. Non è poco e né scontato.

 

  1. Un sito CMS è di bassa qualità rispetto ad un sito in codice. Sbagliato, ovviamente. Molte multinazionali ormai hanno adottato con successo WordPress, Joomla e altri Content Management System. Dalla loro solida impalcatura, la personalizzazione è possibile al 100%.

 

  1. Un sito con un template richiede meno lavoro. Nì. Ormai Clublab, salvo richiesta espressa del cliente, ha smesso di lavorare su template predefiniti. Tuttavia, quando questa opzione è voluta, difficilmente si mantiene una fedeltà al template originale. È anche vero che un po’ di risparmio di tempo/lavoro si può ottenere.

 

  1. È possibile fare un SEO con poche pagine. La questione SEO richiederebbe molto più spazio. La regola aurea è che un sito poco aggiornato o con poche pagine difficilmente batterà dei competitor presenti da più tempo e con più contenuti. Esiste qualche eccezione ma fa parte del “mistero” delle regole, sempre in divenire, imposte da Google.

 

  1. Se ho un sito con pochi visitatori, il blog non serve. È un controsenso. Se si adotta il blog è proprio perché si cerca di convogliare un maggior numero di utenti.

 

  1. I Social non fanno SEO. Luogo comune ormai sfatato. Ma alcuni ancora lo sostengono.

 

  1. Fare delle correzioni richiede poco tempo. Dipende. La sola correzione testuale o la sostituzione di foto in genere richiedono una manciata di minuti. Ma già solo cambiare colore ad un bottone o restringere/allargare il campo di un modulo non è un fatto così scontato.

 

  1. I dati di gestione backend (spesso di CPanel). Spesso, quando bisogna rifare un sito web, il cliente non li ha. O li ha persi. O la vecchia agenzia non glieli passa con le scuse più imbarazzanti. Spesso è impossibile migrare il dominio per l’ingente mole di email da backuppare e reinstallare. Non ci crederete, ma succede spessissimo.

 

  1. Un sito si può fare con poche centinaia di franchi. Vero. Ma le conseguenze sono le seguenti: delocalizzarlo in Italia, Albania, India o via dicendo; nessuna tracciabilità fisica dei gestori; opzioni di personalizzazione molto basse. Nessun affiancamento dal vivo. Spesso assenti delle reali garanzie sul futuro aggiornamento del sito.

 

  1. Il realizzatore del sito promette di raggiungere la prima pagina di Google in un mese. Chi fa queste promesse mente sapendo di mentire. Non c’è mai una garanzia del genere. Ci sono regole e variabili a seconda del tipo di mercato e a seconda del sito che si ha. Trucchetti imbarazzanti come quelli attuati fino a poco tempo fa sono espressamente banditi da Google.

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