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Occupandoci di creazione siti web, SEO e versioni multilingua dei siti stessi, riteniamo interessante condividere questo articolo su SEO multilingua e geotargeting tratto dal sito di Alessio Pomaro.

I siti web realizzati in più lingue, sono sempre più diffusi, soprattutto in ambito aziendale per “seguire” l’andamento dei mercati.
Vediamo alcuni importanti accorgimenti per la SEO multilingua ed il geotargeting.

SEO multilingua e geotargeting: le strategie consigliate

Il sito web “multilingua sta diventando una consuetudine anche per le piccole aziende, soprattutto per aprire dei canali di comunicazione verso altri mercati. Per quanto riguarda la SEO, esistono degli aspetti specifici per questo tipo di soluzioni, che è bene mettere a fuoco.
La mancanza di attenzione verso tali concetti, che sono abbastanza ostici da padroneggiare, soprattutto per la continua evoluzione del settore,  potrebbe addirittura peggiorare la “salute” di un sito web a causa della “mancata intesa” con i motori di ricerca.

 
Quali sono i gli obiettivi?

SEO multilingua e geotargeting

Spesso, anche tra addetti ai lavori, si tende a fare della confusione tra due diversi concetti: le lingue in cui sono disponibili i contenuti e le aree geografiche che il sito web deve raggiungere  (geotargeting).

La SEO per siti multilingua, quindi, si divide in due azioni distinte, ma che interagiscono per arrivare al medesimo obiettivo: quella orientata all’ottimizzazione dei contenuti nelle diverse lingue (multilingual SEO), e quella relativa al miglioramento dei siti web per ottenere l’interesse degli utenti nei target geografici ai quali sono destinati (multiregional SEO).

Le domande che dobbiamo porci, quindi sono:

  1. quali sono le aree geografiche che vogliamo raggiungere?
  2. di quali lingue ho bisogno per farlo?

Il sito web di un ristorante di Parigi, ad esempio, avrà come lingua principale il francese, ma che senso avrebbe il suo raggiungimento da parte di utenti canadesi o senegalesi (nazioni in cui si parla francese)? Il sito, inoltre, potrebbe essere in diverse lingue, ma per i turisti che visitano Parigi.

Dominio e struttura degli URL

Dopo aver determinato le lingue e le aree di interesse, possiamo passare alla scelta del/dei dominio/domini e della relativa struttura degli URL che identificheranno le pagine. Relativamente a questo, l’Official Google Webmaster Central Blog si pronuncia come segue:

It’s difficult to determine geotargeting on a page by page basis, so it makes sense to consider using a URL structure that makes it easy to segment parts of the website for geotargeting.

Ovvero afferma che determinare il “geotargeting” pagina per pagina rappresenta una operazione difficoltosa; è preferibile utilizzare una struttura URL che lo renda immediatamente chiaro.

SEO multilingua e geotargeting: dominio e struttura degli URL

Prima di effettuare l’analisi dei possibili scenari, facciamo alcune premesse e definiamo alcuni concetti.

Ogni sito web è caratterizzato da un nome a dominio. Possiamo suddividere i domini nelle due seguenti macro-categorie.

  1. ccTLD (Country Code Top Level Domain): si tratta dei domini di primo livello nazionali, ovvero di quelli con un’estensione specifica per un paese, ad esempio miosito.it per l’Italia, miosito.fr per la Francia, miosito.de per la Germania, ecc..
  2. gTLDs (generic top level domain names): si tratta di quelli internazionali, ovvero non legati ad una nazione. Gli esempi più conosciuti sono .com, .org e .net..

Google, per determinare il targeting geografico utilizza i seguenti elementi:

  1. l’utilizzo del ccTLD: solitamente è un segnale molto forte perché esplicita in maniera inequivocabile una nazione.
  2. Le impostazioni di Google Strumenti per Webmaster: possiamo gestire manualmente le lingue (per la SEO multilingua) ed il geotargeting attraverso la voce “Traffico di ricerca” > “Targeting internazionale“.

 

  1. L’ubicazione del server in cui il sito web è ospitato, ricavato dall’indirizzo IP: questo criterio sta scendendo di importanza perché sta aumentando la pratica di utilizzare server all’estero, ad esempio per godere di prestazioni migliori.
  2. Altri elementi, ad esempio indirizzi e numeri di telefono contenuti nelle pagine.

Vediamo i pro e i contro delle soluzioni proposte da Google relativamente alla strategia dominio/struttura URL da utilizzare.

ccTLD (Country Code Top Level Domain)

Esempi: miosito.it, miosito.fr, miosito.de

SEO multilingua e geotargeting: quali elementi vengono valutati da Google?

PRO

  • Il  target geografico è immediatamente chiaro: la soluzione più pulita in assoluto;
  • rende irrilevante l’ubicazione fisica del server;
  • nel caso in cui nascesse l’esigenza di separare i siti web, le operazioni sarebbero nettamente semplificate.

CONTRO

  • Di certo è la soluzione più onerosa, sia dal punto di vista dei tempi di sviluppo, sia da quello delle infrastrutture necessarie;
  • è necessario possedere un dominio per ogni lingua da implementare.
 
Sotto-domini con gTLDs (generic top level domain names)

Esempi: it.miosito.com, fr.miosito.com, de.miosito.com

PRO

  • Semplice da configurare;
  • è possibile impostare il geotargeting mediante Google Strumenti per Webmaster;
  • l’operazione di separazione dei siti web è semplice.

CONTRO

  • Utilizzando un dominio internazionale, per gli utenti potrebbe essere ambiguo distinguere se il dominio identifica la nazione o la lingua.
 
Sotto-directory con gTLDs (generic top level domain names)

Esempi: miosito.com/itmiosito.com/frmiosito.com/de

SEO multilingua e geotargeting: come strutturare gli URL

PRO

  • Semplice da configurare;
  • è possibile impostare il geotargeting mediante Google Strumenti per Webmaster;
  • il mantenimento risulta semplice, in quanto si tratta dello stesso host.

CONTRO

  • Non è immediatamente chiaro il target geografico per lo stesso motivo della soluzione precedente;
  • la separazione dei siti risulterebbe proibitiva.
 
Parametri all’interno dell’URL

Esempi: miosito.com?loc=it, miosito.com?loc=fr, miosito.com?country=de

PRO

  • Nessuno: sconsiglio vivamente questo tipo di configurazione.

CONTRO

  • In questo caso, maggiormente rispetto ai precedenti, non è immediatamente chiaro il target geografico;
  • la configurazione di Google Strumenti per i Webmaster non è ammessa.

La soluzione migliore dal punto di vista SEO? Di certo la prima, ma spesso i costi e/o i tempi di sviluppo ristretti la rendono impraticabile.

L’ubicazione del server è un elemento da tenere in considerazione?

Molti sono convinti che l’ubicazione del server sia importante per la SEO multilingua e per il geotargeting. Oggi, come accennato precedentemente, non è più così, in quanto le nuove tecnologie in uso dai motori di ricerca sono in grado di essere molto più precise.

Vi propongo un vecchio video in cui Matt Cutts parla della questione, ma nel 2009 le cose erano ben diverse: in quel periodo la geolocalizzazione del server era molto importante.

L’utilizzo del rel=”alternate” hreflang

SEO multilingua e geotargeting: come utilizzare il rel alternate hreflang

Dopo aver analizzato la struttura degli URL, la configurazione di Google Strumenti per Webmaster e l’importanza dell’ubicazione del server, è giunto il momento di scoprire l’utilizzo di hreflang. Gli attributi rel=”alternate” hreflang=”x” vengono utilizzati da Google come elemento aggiuntivo per la determinazione della lingua e/o del paese.
Tale sistema è particolarmente utile quando si hanno più versioni dello stesso sito con i contenuti tradotti nelle varie lingue, oppure per indirizzare correttamente gli utenti di una regione specifica.

Secondo Google possiamo utilizzare questo tipo di markup nei seguenti modi.

  1. Un link all’interno dell’header. Un Esempio. All’interno della sezione <head> del sito web http://miosito.com/it/ inseriamo un link che punta alla medesima pagina in tedesco (http://miosito.com/it-de/) come segue: <link href=” http://miosito.com/de/” rel=”alternate” hreflang=”it-de” />.
  2. Nell’header HTTP, utile ad esempio nel caso in cui la richiesta del client sia per un file non html (ad esempio PDF).
  3. Nella Sitemap contenente tutte le varianti in lingua di ogni singolo URL.
  4. In una Sitemap specifica per la lingua.

SEO multilingua e geotargeting: come si usa il rel="alternate" hreflang

Esistono valori di hreflang per ogni nazione e per ogni lingua, e le due specifiche possono essere combinate: “de“, ad esempio, indicherà la lingua tedesca, indipendentemente dalla nazione; “en-GB” indicherà i contenuti in inglese per la Gran Bretagna; “de-ES“, i contenuti in lingua tedesca per la Spagna.

Nota operativa: tra i link della lista di versioni disponibili nelle diverse lingue/zone è bene non dimenticarsi di inserire anche quelle relative alla pagina un uso. Vediamo un esempio ideale.

La pagina http://miosito.com contiene i seguenti link:

  • <link rel=”alternate” href=”http://miosito.com/” hreflang=”en” />
  • <link rel=”alternate” href=”http://miosito.com/en-us” hreflang=”en-us” />

La pagina http://miosito.com/en-us contiene i seguenti link:

  • <link rel=”alternate” href=”http://miosito.com/” hreflang=”en” />
  • <link rel=”alternate” href=”http://miosito.com/en-us” hreflang=”en-us” />

Come si vede, entrambe le pagine contengono gli elementi rel=”alternate” hreflang sia verso sé stesse, sia verso l’altra pagina.

Il valore “x-default” per hreflang

SEO multilingua e geotargeting: i vantaggi del rel alternate hreflang

Cosa accade se un visitatore accede al nostro sito e noi non abbiamo predisposto una “landing page” per la sua provenienza? Proprio per gestire casistiche di questo tipo, Google ha introdotto il valore “x-default” per hreflang, il quale permette di utilizzare una pagina predefinita per le provenienze e lingue non specificate.

Vediamo un esempio:

<link rel=”alternate” href=”http://miosito.com/en-gb” hreflang=”en-gb” />
<link rel=”alternate” href=”http://miosito.com/en-us” hreflang=”en-us” />
<link rel=”alternate” href=”http://miosito.com/en-au” hreflang=”en-au” />
<link rel=”alternate” href=”http://miosito.com/” hreflang=”x-default” />

Il questo modo, viene esplicitata la landing page per tutti gli utenti che raggiungono il sito web da una’area geografica al di fuori dalla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti e dall’Australia.

Se osserviamo il codice sorgente della homepage del Play Store di Google noteremo che utilizza il valore “x-default“, proprio perché la pagina cambia i contenuti in base alla provenienza dell’IP dell’utente, senza effettuare alcun redirect.

 
Contenuti duplicati / rel canonical / hreflang

Nel caso esista la possibilità dell’esistenza di pagine duplicate, e quindi si utilizzi il rel=”canonical per specificare l’URL canonico, la presenza dell’hreflang non è necessaria all’interno delle versioni non canoniche.

Regola: l’hreflang va utilizzato solo all’interno delle pagine corrispondenti alla versione canonica dell’URL.

I vantaggi del rel=”alternate” hreflang

  1. Il più grande vantaggio nell’utilizzo di questi attributi è l’eliminazione del pericolo di introdurre contenuti duplicati a causa di traduzioni mancanti o di versioni per nazioni diverse che utilizzano la stessa lingua.
  2. Garantisce una maggior “comprensione” della struttura del sito web da parte dei motori di ricerca, che si traduce in una scansione ed una indicizzazione più accurate.
  3. Grazie ai link indicati, Google potrebbe individuare delle pagine non ancora presenti nell’indice, disponendone la scansione.
  4. Utilizzando un URL più user friendly per gli utenti, la loro esperienza ne gioverà.
 
URL unici per ogni contenuto

SEO multilingua e geotargeting: la lingua in base alla provenienza

Indipendentemente dai punti affrontati fino a questo momento, per quanto riguarda il rapporto tra URL e contenuti, ritengo che la soluzione ideale sia quella di avere un unico un URL univoco per ogni contenuto, indipendentemente dall’IP di provenienza o dalla lingua del browser.

Esistono delle soluzioni alternative, ma non fanno parte delle buone pratiche SEO.

Si potrebbe, ad esempio avere una landing page con l’attributo “x-default” di hreflang, la quale effettua un redirect alla pagina con la lingua corretta in base all’IP di provenienza. Lo sconsiglio perché i redirect automatici potrebbero non consentire a Google di fare correttamente l’attività di crawling.

Oppure, evitando il redirect, si potrebbe strutturare il sito web in modo da avere un unico URL per pagina per tutte le lingue, e far variare i contenuti (le traduzioni) in base alla provenienza. Qual è il contro di questo modus operandi? Verrà indicizzata una sola versione, in base alla provenienza del crowler.

La scelta della lingua spetta all’utente

La scelta della lingua da parte dell'utente

La selezione automatica della lingua in base alla provenienza è un bel “tecnicismo“, ma può risultare un’automazione eccessiva per gli utenti. Riprendendo l’esempio del del sito del ristorante a Parigi… credo che un turista statunitense preferirebbe poter scegliere di navigare il sito in inglese, non pensate?

Se ci sta particolarmente a cuore, consiglio di lasciare comunque la possibilità di selezionala manualmente dopo l’automatismo.

 
Qualche nota relativa alla SEO multilingua e al geotargeting su Bing

SEO multilingua e geotargeting per Bing

I punti “tecnici” analizzati fino a questo momento sono basati su Google; vediamo qualche accorgimento anche per Bing.
Bing presta particolare attenzione al meta tag specifico per le lingue, ma considera anche il dominio e l’IP.

Il meta tag utilizzato da Bing per identificare la lingua e l’area geografica di destinazione di un sito web è “content-language“, il quale va integrato all’interno della sezione <head>.

<meta http-equiv=”content-language” content=”en-us”>

Il valore dell’attributo “content” è composto da due sigle: la prima indica la lingua ed è basata sullo standard ISO 639;  la seconda indica l’area geografica, ed è basata sullo standard ISO 3166.

In alternativa, è possibile esplicitare questi dati all’interno del tag html o title.

<html lang=”en-us”>
<title lang=”en-us”>

 
Conclusioni

L’utilizzo di questi sistemi è fondamentale per migliorare la SEO multilingua e per raggiungere un target internazionale specifico. Ma non solo: è importante anche per evitare di fare degli errori che si pagherebbero cari in termini di penalizzazioni.

Va ricordato che quelli che abbiamo visto, sono accorgimenti aggiuntivi a tutti quelli “standard“, che sono ampiamente descritti in questo blog, soprattutto nel post “Errori SEO: quali sono i più comuni e come evitarli?“.

Infine, una nota che mi sta particolarmente a cuore: diamo la giusta importanza alla qualità dei contenuti in tutte le lingue. Un sito web perfetto con contenuti scadenti è come una cassaforte vuota!

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