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eventi luganoTutto il mondo cristiano festeggia la stessa festa, ma ognuno lo fa a modo suo. Sì, insomma, anche per il Natale “Paese che vai, usanza che trovi”.

Nel cuore della regione alpina ed a casa nostra, la Svizzera si prepara al Natale secondo antiche tradizioni popolari. Alle celebrazioni della settimana natalizia vera e propria si accompagnano quelle della prima settimana di dicembre in onore di San Nicola. In passato l’attesa pre-natalizia era una buona occasione per insegnare ai più piccoli la virtù della pazienza prima della meritata ricompensa. Da qui nacque il famoso calendario dell’Avvento con le sue 24 finestrelle decorate con immagini natalizie, da aprire giorno per giorno. Oltre ai calendari dell’Avvento, parte integrante della tradizione natalizia elvetica è anche la corona dell’Avvento, con quattro candele che vanno accese ciascuna in una domenica di Avvento.

Anche all’interno di uno stesso Paese ci sono numerose differenze che derivano dalla tradizione regionale. Così, se in Italia a nord non si rinuncia a panettone e pandoro, a sud trionfano strufoli, dolcetti alle mandorle e pastiere. In ogni parte d’Italia si osserva una vigilia “di magra”, all’insegna del pesce, e un pranzo ricco di proteine tra tortellini in brodo e agnello con patate. L’unica cosa che rimane invariata è il modo in cui passare queste giornate: con la compagnia di parenti e amici.

Davvero curiose sono le credenze superstiziose della Repubblica Ceca: qui a seconda di dove ti posizioni a tavola, di cosa mangi e chi incontri, può accadere qualcosa. Durante la vigilia di Natale poi, non si accendono le luci fino allo spuntare della prima stella in cielo. Dopo le case vengono illuminate elettronicamente e si può iniziare a mangiare (credenza diffusa anche in Polonia). A tavola gli invitati devono essere necessariamente di numero pari, nessuno deve essere rivolto verso il muro. Le portate devono essere 9 e non si bevono alcolici. Alcuni mettono una corona d’aglio sotto il tavolo perché porti protezione e forza. Si crede che le pietanze debbano avere particolari ingredienti: ad esempio non deve mancare il miele che aiuta a proteggere dal male, mentre i funghi donano salute.

In Irlanda il giorno prima della vigilia si pulisce interamente la casa. In passato le donne si occupavano di porte, finestre, tende e specchi, mentre gli uomini imbiancavano le pareti. Oggi l’usanza si è ormai persa. La candela accesa fuori dalla finestra ha un significato religioso e simboleggia ospitalità nei confronti di Giuseppe e Maria: viene accesa dal membro più giovane della famiglia e deve essere spenta da una ragazza di nome Maria. In alcune zone dell’Irlanda a portare doni è Father Christmas.

In Austria, Ungheria, Germania, Belgio e Olanda la festa più importante rimane ancorata alla tradizione nordica di San Nicola: è proprio lui a portare i doni il 6 dicembre. Tuttavia si festeggia anche la vigilia di Natale.

In Austria molte case mettono una corona decorata con quattro candele che vengono accese una dopo l’altra le quattro domeniche prima di Natale, mentre l’albero è addobbato di stelle di paglia e candele. In Germania, la sera del 24 si mangia l’oca arrosto o la carpa blu. L’Olanda è un pullulare di addobbi e decorazioni che iniziano dal 6 dicembre. Tradizione vuole che tra i dolci tipici ci siano le ciambelline di Natale e lo stollen, un dolce con uvetta che viene appeso all’albero e che all’ occorrenza viene mangiato. In Ungheria l’albero si addobba principalmente di dolci e cioccolatini, rigorosamente impacchettati: qui ad arrivare non è Babbo Natale ma il Bambin Gesù.
In Svezia l’albero si prepara il giorno prima e si decora semplicemente con paglia, fiori rossi e dolcetti speziati. La sera della vigilia si mangiano minestra di riso, polpettine e salsiccia.
Diffusa in tutto il nord Europa è l’usanza di dar da mangiare agli uccellini e di prendersi cura di loro. In Finlandia infatti, oltre al tradizionale abete, si prepara all’esterno delle abitazioni, un “albero per gli uccellini”.

I bambini inglesi lasciano un bicchiere di latte caldo e mince pies sotto l’abete per Babbo Natale, e una carota per la sua renna Rudolph. A pranzo però non deve mancare il famoso tacchino ripieno, accompagnato da una splendida salsa di mirtilli rossi. Alle 3 del pomeriggio tutti in salotto ad ascoltare il discorso in tv della Regina.

In Francia nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle case a distribuire i regali, riponendoli nelle scarpe dei bambini. Appende anche dolci e frutta all’albero di Natale. Il culmine della festività natalizia è il cenone di Natale, che normalmente si celebra dopo la Messa di mezzanotte e che viene chiamato “le reveillon”. Una torta che porta il nome di “La bouche de noel” con la forma di un tronco d’albero viene consumata durante la cena. Nella forma richiama il ceppo che un tempo veniva acceso per riscaldare Gesù Bambino nel presepe.

In Danimarca, durante il periodo dell’Avvento i bambini si trasformano in folletti (gli aiutanti di Babbo Natale) e si divertono a fare dei piccoli scherzetti in casa. La vigilia si trascorre in famiglia e in questo giorno si addobba anche l’albero con palline e bandierine danesi. Nel dolce del pranzo tradizionale viene nascosta una mandorla intera e chi la trova (di solito si fa trovare al bambino più piccolo) riceve un bel regalo. I bambini vengono vestiti come folletti (di rosso con un cappello a punta) e si aspetta lo Julemann (Babbo Natale) che porta i regali.

I russi sono in gran parte cristiani ortodossi e il Natale viene celebrato il 6 gennaio, cioè durante la festa di San Nicola, che è l’equivalente del nostro Babbo Natale. Durante la cena della vigilia di Natale non si mangia carne; di solito viene mangiato il Kutya, una specie di zuppa di grano e miele, simboli di speranza e felicità. Il Kutya viene mangiato da uno stesso piatto posto al centro del tavolo e rappresenta l’unità della famiglia.

In Spagna i regali si scambiano il 6 gennaio, quando arrivano i Re Magi. Diffuse in tutte le città più importanti le parate con favolosi carri: i Re Magi sfilano in corteo regalando caramelle a tutti i bambini.

In Messico, durante le nove notti che precedono il Natale, viene celebrato il rito de La Posadas, cioè il girovagare di Giuseppe e Maria a Betlemme, in cerca di una locanda (in spagnolo, “posada”). La cerimonia inizia con una processione: un bambino vestito da angelo è seguito da altri due bambini che portano le statue di Giuseppe e Maria e infine da altri gruppi di bambini. Ogni sera viene scelta una casa dove si chiederà ospitalità. Non appena la processione arriva alla casa prescelta, i bambini si dividono in due gruppi: un gruppo rappresenta i pellegrini e l’altro i locandieri che rifiutano di dare alloggio agli sposi. Per otto notti si ripete la stessa cerimonia, fino alla notte della vigilia in cui si farà rivivere la nascita del bambino Gesù.

Alloro, luci e alberi luccicanti per il Canada. Alcuni bambini vanno di casa in casa a cantare le classiche canzoni natalizie (proprio come nei film). Come compenso gli ascoltatori preparano monete, dolci e gustose bevande calde.

Buon Natale! Merry Christmas! Feliz Navidad! Nollaig Shona Dhuit! Joyeux Noël!
Vesele Vanoce! Zalig Kerstfeest! Frohliche Weihnachten!

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