Connect Your Site

Facebook, i Social Media, gli Smartphone, lo scorrimento di un sito in pochi secondi grazie al dito che fa un piccolo movimento sullo schermo dall’alto verso il basso. Se pensiamo solo a come eravamo 10 anni fa, è cambiato completamente il nostro approccio alla lettura. Più che di “approccio alla lettura”, qualcuno parla di “abbandono della lettura”. Quando si legge di fretta o distrattamente, all’atto pratico, non si sta leggendo. Troppe informazioni messe insieme, troppi dati che il nostro cervello non è in grado di elaborare in maniera nitida e distinta.

Non solo i lettori abituali, ma tutti gli utenti del web hanno dovuto fare i conti con questa rivoluzione. E così anche le aziende e le loro strategie pubblicitarie, ma anche le testate giornalistiche. Mezzo secolo fa, c’erano gli spot da qualche minuto di “Carosello” in televisione. Poi, con l’avvento delle televisioni commerciali iniziò l’epoca di una pubblicità più sbrigativa, ma comunque creativa, in grado di creare dei claim che ancora oggi resistono al tempo. In seguito sono arrivati i pc ed il web, la cui naturale evoluzione risiede in formati sempre più tascabili e in contenuti sempre più veloci.

La figura del Content Manager si è sviluppata esclusivamente grazie alle esigenze sempre più veloci e sbrigative dettate dal consumo di siti internet e dei Social Media in particolare. È vero, il Content Manager, o Content Specialist, è uno scrittore, di solito un professionista che ama l’arte della scrittura. Ma uno scrittore in senso classico (o un appassionato giornalista) verrebbe fagocitato dalla fruizione sempre più dinamica ma anche più distratta dei contenuti.

Così come è diventato rapido l’occhio del lettore, sempre meno attento alla qualità, così deve essere rapido il Content Specialist nel proporre in poche righe un contenuto che affascini l’utente e che lo catturi. Di solito sono quelle poche righe proposte su Facebook che portano ad un articolo inserito all’interno di un sito web, oppure l’excerpt da 40 battiture di un post; ma segue lo stesso destino anche una pubblicità su Google AdWords. Se si supera il primo ostacolo, ovvero ottenere l’attenzione immediata del lettore ed il successivo click, a volte anche con qualche trucco, allora poi si può liberare la creatività del Content Manager che, finalmente, può rindossare l’abito del vero scrittore.

Dopo le prime tre righe di estratto il lettore plana sulla destinazione finale e, finalmente, presta attenzione al messaggio di chi scrive. Solo a quel punto l’arte di scrivere fa pace col lettore al tempo dei Social Media.

Pin It on Pinterest