Le idee migliori nascono quando meno te lo aspetti. Quando prepari la cena, sdraiato sul divano, durante una passeggiata, durante lo shampoo o quando scarabocchi durante una lunga e noiosa telefonata. Il processo creativo è lungo e ci conduce sempre a una soluzione: è il percorso a essere inatteso. 
 

Il processo creativo richiede entrambi gli emisferi: il sinistro, quello della razionalità, della logica e dell’analisi, dal quale deriva il pensiero convergente; il destro, dedicato invece alla creatività, all’originalità e all’intuizione, dal quale deriva il pensiero divergente. 

“Il genio è l’un percento di ispirazione e il novantanove per cento di sudore”.

Thomas Edison 

Pensiero convergente e pensiero divergente 

Il pensiero convergente è il ragionamento logico, è il procedimento per via deduttiva: analizza il contesto in maniera lineare per sequenze (causa/effetto). In breve è il pensiero che ci porta a risolvere problemi che hanno di norma un’unica soluzione. Il  pensiero divergente (o laterale) è il pensiero alternativo che si muove per associazioni di idee. È un pensiero multidirezionale in grado di dare più soluzioni a un unico problema e si sviluppa per suggestioni e metafore. Nella realtà, la produzione creativa è opera della collaborazione continua dei due emisferi. 

Il processo creativo di Graham Wallas 

 Sebbene il processo creativo sia stato analizzato da molti, la sequenza più plausibile è quella proposta da Graham Wallas che, insieme a Richard Smith, scrive The art of thought, nel 1926. 
 Il pensiero creativo si muove: va avanti e indietro tra l’emisfero destro e quello sinistro come spiegato nelle quattro fasi di Wallas. 

Le fasi del processo creativo:

1 Preparazione 

In questa prima fase, si raccolgono le informazioni, si organizzano i dati e si definisce il problema a cui giungere. I pensieri si basano su ciò che conosciamo già: ogni azione creativa si regge su tutto ciò che abbiamo vissuto e conosciuto nel corso della nostra singola esperienza di vita.

2 Incubazione 

La seconda fase prevede invece l’elaborazione di quello che sappiamo, conosciamo, abbiamo vissuto, alla ricerca di una direzione con un nuovo senso. Tale processo si sviluppa per prove ed errori, per flussi di pensiero spesso disordinati. In questa fase bisogna avere la capacità di cestinare le idee inefficaci e improduttive.

3 Illuminazione 

La terza fase prevede l’intuizione veloce e spontanea: chi ha intuizioni di questo tipo pensa per immagini e questo gli permette di giungere a strutture complesse e creare associazioni o metafore. L’illuminazione spesso si presenta senza preavviso e porta con sé anche una forte reazione emotiva, un senso di eccitazione. 
 

  1. Verifica 

Si tratta dell’ultima fase del processo creativo, ovvero il momento rigoroso del processo creativo in cui si analizza e si rivede l’intuizione avuta durante i passi precedenti. Nella fase di verifica si mette l’idea a confronto con la realtà, applicando variazioni per garantirne l’efficacia e la realizzazione.  

Se siete rimasti affascinati dal processo creativo e volete approfondirlo, vi rinviamo a questo illuminante articolo “Design Thinking” 

Adesso che siamo arrivati a capire come si sviluppa il processo creativo, ci domandiamo come stimolare la nostra creatività. Di seguito, un breve elenco su come allenare la nostra immaginazione. 

Come si allena il processo creativo? 

Come abbiamo visto, il processo creativo non è lineare, almeno non per tutti. A volte la fase di incubazione può durare anche settimane, se non addirittura mesi.  

Per stimolare la creatività e diminuire il tempo, in modo da arrivare a dire “EUREKA” possiamo seguire questi efficaci step: 

  • Allenarsi: imparare cose nuove, leggere, guardare un film, sfogliare una rivista, leggere un blog, fare una veloce ricerca su Google, sono ottimi metodi per rimanere allenati. Chissà se quell’articolo che avete letto annoiati una sera possa rendersi finalmente utile un giorno. 
  • Distrarsi: quando ci concentriamo troppo su una qualsiasi questione le nostre risorse cognitive possono essere sotto stress. Va bene, cercare, guardare, e cercare di nuovo, ma quando è l’ora di prendersi una pausa è bene prendersela. Una pausa è un toccasana.  
  • Cambiare ambiente: fare qualunque cosa diversamente, è un modo utile per stimolare la creatività…anche cambiare l’ambiente che ci circonda è utile! 

Visitare posti nuovi, o semplicemente prendere una strada diversa per tornare a casa può portare con sé dei benefici inaspettati. 

Conclusioni 

La dimensione creativa contraddistingue l’essere umano, a prescindere dal suo bagaglio culturale, di formazione, o di vissuto personale. Per stimolare la creatività esistono diverse soluzioni, ma ognuno deve trovare il suo giusto e personale modo. La creatività non è uguale per tutti come non lo è il nostro modo di pensare. 

Se hai in mente un progetto, ma non hai idee su come concretizzarlo, chiedi a Clublab Plus una consulenza davanti a caffè. [link contatti] 

 

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