Lo spot pubblicitario è uno degli strumenti audiovisivi più in voga degli ultimi tempi: poiché utile a trasmettere efficacemente la comunicazione di una realtà aziendale o uno suo prodotto/servizio. Uno spot è destinato a essere trasmesso in qualsiasi rete, ma uno spot televisivo è molto differente da uno spot social. Non solo cambia il canale, la durata, e il pubblico di destinazione, ma varia -in particolare- la struttura dello storytelling. 

Lo spot è un breve video pubblicitario. In pochi secondi si può raccontare tantissimo, ma è sempre bene dire una cosa sola per volta (la promessa). In trenta o quindici o dieci secondi si possono veicolare una grande quantità di messaggi: filosofia aziendale, valori di marca, mission e così via. Uno spot ben pensato e ben realizzato può fare la fortuna di un prodotto e di una marca. La storia dell’advertising è ricca di esempi che dimostrano quanta fortuna hanno fatto alcune aziende tramite gli spot. Per decretare il loro successo, basta chiudere gli occhi e pensare al primo spot che ci ricordiamo. Con molta probabilità, il primo spot che vi è venuto in mente è quello che ha avuto più successo. 

Oggi la rete consente a chiunque di comunicare utilizzando video e spot: esistono tantissimi attori, e i costi contenuti hanno reso molto più accessibile la produzione di spot. Il livello qualitativo è salito, ed emergere risulta sempre più difficile. Se vi state domandando quanto costi realizzare un video, la risposta è: realizzare uno spot pubblicitario mediocre costa quanto realizzarne uno buono. 

Ma cosa c’è dietro a uno spot pubblicitario? 

Iniziamo con l’introduzione di una figura essenziale: l’art director (o il regista) 

È la figura professionale che guida sia il team di produzione sia il cast di attori dello spot pubblicitario, ma questo solo quando l’idea creativa è stata approvata, e spesso, non è così semplice ottenere “il mandato”.  

Possiamo confermarlo noi di Clublab Plus, che spesso abbiamo i cestini colmi di idee scartate. Il cestino dei nostri computer, si intende. (…Ci teniamo al nostro ambiente e non sprechiamo carta!) 

L’art director (o il regista) ha il dovere di investire le proprie capacità creative e tecniche con l’obiettivo di trasformare le idee in un vero lavoro professionale: ovvero lo spot pubblicitario a tutti gli effetti!  

Inoltre si occupa di selezionare gli attori, i membri della troupe, di discutere del progetto col cliente e di fissare gli obiettivi dello spot, prima dell’arrivo sul set. 

Ciak.. si gira! Aspetta, dove è il copione? 

Il copione (o script) è l’elemento fondamentale per la realizzazione di uno spot, poiché descrive la storia, la struttura delle varie scene e il loro susseguirsi, le battute degli attori e non solo. In parole semplici, il copione è la versione scritta della storia, quella che leggiamo su carta o sui nostri schermi. 

Senza storyboard non c’è spot che prenda vita 

Lo storyboard, ha la funzione di descrivere nel dettaglio le singole inquadrature, i movimenti della camera, i dialoghi, le didascalie e qualsiasi voce fuoricampo o musica da prevedere prima di girare. Importante -e da non trascurare- include ulteriori dettagli come scenografie, attrezzi scenici e costumi (e accessori) da indossare o prevedere. Lo storyboard sostanzialmente è l’evoluzione del copione in immagini, non solo parole, ma anche disegni, schizzi o fotografie. 

La location 

É il luogo (o i luoghi) in cui si girerà lo spot pubblicitario. I preparativi, come anche la sola scelta del luogo, devono essere eseguiti con grande anticipo: spesso succede che l’art director (o il regista) ritenga necessario recarsi alla location per provare le inquadrature e le luci, prima di girare lo spot vero e proprio. 

Facciamo un esempio, la location è all’esterno, magari nei pressi della meravigliosa struttura realizzata dall’architetto Mario Botta sulla cima del Monte Generoso. Ecco, bene, bisognerà programmare la giornata, evitando alcune fasce orarie (mezzogiorno e crepuscolo) per evitare cambiamenti di luce. 

Trucco, parucco e costumi 

Truccatore, acconciatore e costumista sono professionisti necessari poiché fanno la  differenza nella buona riuscita di uno spot pubblicitario, pertanto nella credibilità del racconto stesso. Facciamo un esempio: dobbiamo realizzare uno spot ambientato negli anni ’50. Bene, in questo caso i costumi, il trucco e le acconciature dovranno essere impeccabili per garantire il realismo e il trasporto dello spettatore nella storia. 

Le riprese 

Uno spot è un racconto in suoni e immagini di pochi secondi, ma per giungerci possono volerci settimane, se non mesi di lavoro. Pochi secondi richiedono approfondite conoscenze del settore: un buon spot unisce al proprio interno dimensioni razionali ed emotive, logica e sorpresa, informazione (il minimo indispensabile) e suggestione (il massimo possibile). 

Vediamo nello specifico, cosa succede il giorno delle riprese 

L’art director dello spot si occupa di ingaggiare la troupe e gli attori per il tempo necessario delle riprese. Lo staff dovrà presentarsi sul set o al luogo prestabilito (location) e iniziare a prepararsi/occuparsi della sua singola mansione. Il tutto per garantire la riuscita della giornata (o giornate) di riprese. Nella maggior parte dei casi, la riuscita di queste è garantita dalla chiarezza del copione, dalla definizione e comprensione dello story-board, dalla preparazione della location e dei singoli attori. Insomma, la parte difficile è il giorno prima delle riprese, non il giorno stesso. 

Il girato e il suo montaggio 

Tutte le riprese vengono montate dal tecnico (o video maker). Quest’ultimo seleziona le riprese che ritiene adatte e le assembla in base allo script e allo storyboard, ma soprattutto, sulla base delle indicazioni ricevuto dall’art director. 

Un’ultima nota, la musica 

Introduciamo infine il tema musicale, il quale svolge un ruolo decisivo nella pubblicità. Una  melodia o un jingle (ritornello) conferiranno un’impronta unica al prodotto, per cui è fondamentale sceglierli con cura. Immaginatevi se nella scena in cui la protagonista piange in bagno da sola, fosse accompagnato il ritornello di una canzone rock. Il risultato che ne conseguirebbe sarebbe l’assenza di phatos da parte dello spettatore. Immaginatevi la stessa scena abbinata a dolci note di pianoforte: forse una lacrima scenderebbe. 

Conclusioni 

Creare uno spot pubblicitario da distribuire sul web o in televisione potrebbe essere più conveniente di quanto si possa pensare e, anche più proficuo di quanto ci si possa aspettare. Partendo da un’idea semplice, infatti, è possibile realizzare uno spot con un alto ritorno in termini di visibilità e non solo.  Se oggi avete scoperto cosa si nasconde dietro uno spot pubblicitario e siete curiosi di scoprire qualche spot pubblicitario vi invitiamo a guardare la nostra pagina di Clublab Plus e a scriverci un feedback. 

Se invece vi abbiamo convinto a realizzare il vostro primo spot aziendale, non esitate a contattarci, fosse anche solo per una consulenza

 

 

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